Archivio | agosto, 2010

Nord contro Sud anche per i ritardi delle liste d’attesa?! La Lega piuttosto la smetta di smantellare la sanità pubblica

23 ago

L’on. Dussin nello scaricabarile delle colpe per la situazione della sanità tira fuori il tema “sempreverde” dello scontro tra nord e sud. (qui gli articoli sulla questione).
Evidentemente sempre efficace ma non è proprio in tema mi pare imputare agli aiuti al sud le scelte di sistema sulla sanità italiana. Tanto che, sarà vero che non sono arrivati soldi nel 2008 per i deficit sanitari al sud ma di sicuro ne sono arrivati per i buchi di bilancio delle amministrazioni (quasi sempre di centro-destra). Ad esempio i 140 milioni di euro al conune di Catania, i 500 milioni al comune di Roma e i 5 miliardi alla regione Lazio dati dal suo governo nel 2008, con il voto favorevole della Lega, mentre in Veneto veniva privatizzata la sanità e ritirati 50 milioni di rimborsi per il taglio dell’ICI.
Anche la Lega è diventata meridionalista?
Evidentemente non è chi dà o no i soldi al sud il punto della questione.
La verità è che la situazione dell’ULSS 8, oltre che da eventuali specifici problemi di gestione, è anche figlia delle politiche del governo Berlusconi-Lega che si è posto la missione della privatizzazione della sanità, alla quale la Lega in Veneto non si è mai realmente opposta.
La soluzione è assumere ci dite quindi. Certo, ovviamente! Ma facciamo presente ancora all’on. Dussin che il suo governo nell’ultima manovra finanziaria ha predisposto il taglio del turn-over anche nella sanità, per cui non è possibile aumentare l’organico con personale interno.
Possiamo fare una previsione?
Si farà ricorso alle cooperative, in cui i lavoratori sono mal pagati, al minimo dei diritti sindacali e spesso (sempre per risparmiare) sovraccaricati di lavoro.
Ambienti poi che per la nostra esperienza sono veri e propri ricettacoli di violazioni dei diritti sindacali. Tutte cose che si riperquotono sulla qualità del servizio che nella sanità significa sull’assistenza ai malati.
Bene quindi l’ispettore mandato da Zaia per carità, mentre scrivo non si conoscono ancora gli esiti, sperando che serva a qualcosa, ma se la Lega vuole davvero fare qualcosa per la qualità della sanità veneta si metta di traverso alla distruzione della sanità pubblica e alla privatizzazione degli ospedali messa in campo dal suo governo e smetta di supportarla.

Alessandro Squizzato
Federazione della SInistra,
comitato della Castellana

Dalla stampa: basta tagli sulla sanità

22 ago

Gli articoli di oggi di Tribuna e Gazzettino sulle nostre dichiarazioni.

Il Gazzettino, 22/08/2010

Squizzato della sinistra presenta una interrogazione in Regione

“Basta tagli all’ospedale”

Tagli e tempi lunghi per gli esami in Ospedale: interrogazione in Regione. L’ha preannunciata Alessandro Squizzato portavoce del Comitato Castellano della federazione della sinistra che attraverso un comunicato vuol rendere pubblica la posizione del gruppo in merito alla delicata situazione.
«Lo scandalo dei tempi infiniti per le prenotazioni di esami specialistici è solo la punta di un iceberg – spiega Squizzato – L’Usl 8, già da diversi anni, ha deciso di adottare un sistema che punta sull’esternalizzazione: appoggiandosi cioè a privati convenzionati per soddisfare la richiesta con un aumento non trascurabile dei costi». Ancora: «Di pari passo ha deciso di non investire sul personale lasciandolo numericamente al ribasso e costringendolo a turni di lavoro eccezionali. Figlio di questa cattiva gestione è pure lo scandalo spuntato pochi mesi fa sui part time e sulle ferie, a quanto sappiamo con scorrettezze da parte della direzione che fra l’altro non ha ancora dato risposte ai sindacati su come intenda affrontare questi problemi».
Ma oltre a tutto questo a preoccupare la sinistra, si legge, è anche la nuova manovra del governo che «gambizza» il servizio sanitario imponendo tagli che indubbiamente graveranno anche sulla qualità dei servizi offerti. «Siamo molto preoccupati per la limitazione del turn over dei dipendenti – prosegue Squizzato – C’è da aspettarsi di peggio, dopo lo scandalo emerso ultimamente. Cosa farà l’Ulss? Chiuderà dei servizi perché (come previsto dalla manovra del governo) potrà assumere solo un quinto del personale in uscita?».
Su questo punto Squizzato pretende risposte certe «in quanto i tagli imposti da Governo e Regione, a cui la direzione dell’Ulss 8 in questi anni si è adeguata senza fiatare, ricadono unicamente sulla salute dei cittadini e sui lavoratori della sanità».

La Tribuna di Treviso, 22/08/2010

“Liste d’attesa, interrogazione in Regione”

CASTELFRANCO. Liste d’attesa: parte una interrogazione in Regione. A presentarla sarà Pietrangelo Pettenò, consigliere della Federazione della sinistra. A pochi giorni dallo scoppio del caso liste d’attesa a cardiologia, non sono mancate dure reazioni a destra e sinistra. Il governatore Luca Zaia ha inviato al San Giacomo un ispettore, il segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan. Arriverà domani con il compito di verificare la situazione e studiare in concerto con la dirigenza dell’Usl la strategia per uscire dall’emergenza. L’Usl ha annunciato l’assunzione di due nuovi medici. «Lo scandalo dei tempi infiniti per le prenotazioni di esami specialistici è solo la punta di un iceberg – dice Alessandro Squizzato, portavoce della Federazione della Sinistra castellana – l’Usl 8, già da diversi anni, ha deciso di adottare un sistema non condivisibile, appoggiandosi a privati convenzionati per soddisfare la richiesta con un aumento non trascurabile dei costi. Di pari passo ha deciso di non investire sul personale lasciandolo numericamente al ribasso e costringendolo a turni di lavoro eccezionali. Oltre a questo preoccupa la nuova manovra del governo che gambizza anche il servizio sanitario imponendo tagli che indubbiamente graveranno anche sulla qualità dei servizi offerti. Siamo molto preoccupati per la limitazione del turn over dei dipendenti. Di scandali come quello emerso in questi giorni c’è da aspettarsene altri. Cosa farà l’Usl? Chiuderà dei servizi perché, come previsto dalla manovra del governo, potrà assumere solo un quinto del personale in uscita? Su questo pretendiamo delle risposte certe in quanto i tagli imposti da Governo e Regione, a cui la direzione dell’Usl 8 in questi anni si è adeguata senza fiatare, ricadono unicamente sulla salute dei cittadini e sui lavoratori della sanità. Per fare chiarezza in merito ci rivolgeremo a tutti i livelli possibili». A difendere l’operato del governo in materia di sanità il sindaco Luciano Dussin, deputato della Lega Nord. «L’opposizione ha il diritto di criticare – risponde – ma dire come è stato fatto che il centrodestra ha fatto macelleria sociale non è esatto. Con Prodi nel 2007 sono stati girati 15 miliardi di euro «nostri» alle cinque regioni che con sistema sfondano i conti in sanità: Lazio, Campania, Sicilia, Calabria, Molise. Con la Lega al Governo nel 2008 in queste regioni non è arrivato nemmeno un euro per i deficit sanitari. Sono stati inviati i commissari per il risanamento, e le stesse regioni sono obbligate ad aumentare al massimo le tasse locali a casa loro. Nel complesso le risorse per la sanità messe in campo dal governo per il triennio 2010-2012 2010-2012 crescono di oltre 8 miliardi di euro. Sulla questione liste d’attesa la soluzione credo sia l’aumento della pianta organica, dato che da tempo l’Usl si trova con personale dipendente insufficiente a far fronte alla situazione». d.q.

Ulss 8, tempi d’attesa: i tagli del governo aggraveranno ulteriormente la situazione

21 ago

Lo scandalo dei tempi infiniti per le prenotazioni di esami specialistici è solo la punta di un iceberg. L’Ulss 8, già da diversi anni, ha deciso di adottare un sistema non condivisibile votato all’esternalizzazione: appoggiandosi cioè a privati convenzionati per soddisfare la richiesta con un aumento non trascurabile dei costi.

Di pari passo ha deciso di non investire sul personale lasciandolo numericamente al ribasso e costringendolo a turni di lavoro eccezionali. Figlio di questa cattiva gestione è pure lo scandalo spuntato pochi mesi fa sui part time e sulle ferie, a quanto sappiamo con scorrettezze da parte della direzione che fra l’altro non ha ancora dato delle risposte ai sindacati su come intenda affrontare questi problemi.

Oltre a questo ci preoccupa la nuova manovra del governo che gambizza anche il servizio sanitario imponendo tagli che indubbiamente graveranno anche sulla qualità dei servizi offerti. Siamo molto preoccupati per la limitazione del turn over dei dipendenti.

Di scandali come quello emerso in questi giorni c’è da aspettarsene altri. Cosa farà l’Ulss? Chiuderà dei servizi perché (come previsto dalla manovra del governo) potrà assumere solo un quinto del personale in uscita?
Su questo pretendiamo delle risposte certe in quanto i tagli imposti da Governo e Regione, a cui la direzione dell’Ulss 8 in questi anni si è adeguata senza fiatare, ricadono unicamente sulla salute dei cittadini e sui lavoratori della sanità.
Per fare chiarezza in merito ci rivolgeremo a tutti i livelli possibili, a partire da una interrogazione in Consiglio Regionale.

Alessandro Squizzato
Portavoce comitato castellano della Federazione della Sinistra

Ventura è morto impunito e senza pentirsi, sono ancora molti i fascisti fuggiaschi dalle colpe di quegli anni

4 ago

Noi ricordiamo i 17 morti di Piazza Fontana e tutte le vittime delle trame nere.

Venerdì a Castelfranco nella chiesa della Pieve verrà celebrata una messa in suffragio di Giovanni Ventura, il terrorista nero morto il 2 agosto in contumacia a Buenos Aires.
Ogni parente commemora chi vuole ed è affare della Chiesa Cattolica decidere chi ritiene meritevole e chi no di una celebrazione. Scelta su cui nessun altro a parte i fedeli hanno voce in capitolo ma sulla quale abbiamo tutto il diritto di avere un’opinione.
Da cittadini italiani, fedeli alla Costituzione e antifascisti a noi sta a cuore che non si scordi mai chi è stato, senza mai pentirsene, e cosa ha fatto Giovanni Ventura.
Dirigente del movimento neonazista Ordine Nuovo, è stato condannato per le 2 bombe a Milano il 25 aprile 1969, per 8 bombe esplose su diversi treni il 9 agosto dello stesso anno, che causarono 12 feriti. In tutto 21 attentanti in quell’anno, perno della strategia della tensione.
Ma su tutto il resto va ricordata la sua responsabilità, assieme a Freda, accertata legalmente nel 2005 per la strage di Piazza Fontana, in cui morirono 17 persone e rimasero ferite 105.
Giovanni Ventura non ha pagato per tutti i suoi crimini ed è fuggito in Argentina eludendo la polizia italiana, evidentemente per nulla pentito del suo ruolo nelle trame nere d’Italia e delle persone morte a causa sua.
Non crediamo che i morti siano tutti uguali. Sono diversi per ciò che hanno fatto in vita e per il peso delle loro azioni che durano nel tempo.
Noi commemoriamo i 17 morti di Piazza Fontana e le centinaia di morti e feriti delle trame nere, ricordiamo il male che i fascisti e i terroristi neri hanno fatto al nostro paese, anche per la necessità di far pagare il conto con la giustizia a quanti di loro per ambiguità, fughe e depistaggi la stanno ancora facendo franca.

Alessandro Squizzato
Federazione della Sinistra

Lettera aperta sul futuro della Città disegnato dal PAT

4 ago

Il 21 agosto scade il termine per presentare le osservazioni al PAT: non abbiamo mai nascosto la nostra contrarietà ad alcuni aspetti di questo piano, convinti che ogni singola iniziativa di una amministrazione debba tendere al miglioramento della vita dei propri cittadini e alla difesa dello stato sociale.

Questo PAT è figlio di una amministrazione che si è dimostrata più volte sorda alle richieste dei normali cittadini, una amministrazione che ha scelto di presentarlo in fretta e furia prima della scadenza del proprio mandato, decidendo così di eliminare buona parte della discussione democratica circa lo sviluppo di Castelfranco nel prossimo futuro.

Constatiamo con piacere, invece, la proroga data per la presentazione delle osservazioni.

Castelfranco rischia di essere logorata dal cemento: mentre numerosi edifici abbandonati, anche storici, stanno cadendo su loro stessi, si continua a prevedere un’urbanizzazione intensiva su quasi tutto il territorio comunale; si corre il rischio, nei prossimi anni, di essere testimoni di una cementificazione fatta in nome di una crescita demografica (che non è conseguente alle aspettative), e fatta sulla pelle di lavoratori e famiglie che rischiano di perdere il loro posto di lavoro.

(continua…)

A BORSO DEL GRAPPA IMPEDITO LO SCEMPIO AMBIENTALE

3 ago

Ieri il TAR si è pronunciato, accogliendo il ricorso del Comune di San Zenone e della Provincia di Treviso contro l’impianto a olio previsto a Borso del Grappa.

Nel 2009 quattro imprenditori locali, riconducibili alla stessa famiglia, consegnarono altrettante dichiarazioni di inizio attività per motori di cogenerazione complessivamente superiori al MegaWatt, ma separatamente inferiori. Questa escomotage era utile agli imprenditori per impedire che su tale progetto dovesse intervenire la Regione, dando il suo parere.

Il ricorso a cui il TAR ha dato ragione, si basava su due fatti ineccepibili: da un lato il fatto che si andava a costituire uno scempio in un terreno, quello dell’Oasi San Daniele a Sant’Eulalia di Borso del Grappa, che è stato ritenuto dal piano territoriale provinciale come “cordone ecologico”, e pertanto insopprimibile. Dall’altro lato il fatto che si costruiva una attività non agricola in un terreno che l’ultimo PRG definiva come agricolo.

Dopo il pronunciamento della Provincia di Treviso in commissione ambiente, dopo la risoluzione del TAR, possiamo dire che a meno di colpi di coda Borso è comune “debiomassizzato”. Il merito di questo di certo non va alla maggioranza leghista che sta governando a Borso del Grappa, anzi, essa è decisamente colpevole, assieme all’amministrazione precedente, di una grave disattenzione su questo tema. Disattenzione che riteniamo potesse essere non casuale ma affine ai giochi sporchi del gruppo di imprenditori che volevano speculare sulla salute dei cittadini.

Come Federazione della Sinistra siamo contenti che questa vicenda sia andata a buon fine e che anche il nostro contributo sia stato utile per fare una adeguata pressione agli enti preposti perché si assumessero delle responsabilità. Rimaniamo tuttavia convinti che per decenza la Giunta di Borso del Grappa debba andare a casa perché non ha saputo assumersi le proprie responsabilità.

Enrico Baldin

Portavoce comitato castellano – pedemontano, Federazione della Sinistra

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