I castellani cambiano città, chi cambia Castelfranco?

10 nov

La giunta Dussin ha la possibilità di dimostrarsi coraggiosa cambiando radicalmente il PAT.

Castelfranco vive un momento di profonda crisi: le attività produttive sono in difficoltà, la cassintegrazione è a livelli record, gli appartamenti sfitti aumentano di mese in mese, e i castellani lasciano la città per trovare soluzioni più economiche.

Il Piano di Assetto Territoriale può essere uno strumento che inverte questa tendenza: basta salvaguardare le aree industriale dalle speculazioni edilizie, ponendo dei vincoli alle stesse aree, e commisurare al reale fabbisogno le nuove aree residenziali. Negli ultimi anni infatti si è costruito tantissimo, e molti dei nuovi centri residenziali sono ancora vuoti.

Come Federazione della Sinistra abbiamo già depositato due osservazioni al PAT con l’intento di tutelare i lavoratori, i cittadini e l’ambiente, perché siamo convinti che il nuovo sviluppo di Castelfranco debba essere basato sul recupero dell’esistente e non su nuove colate di cemento, sul lavoro e la salvaguardia dei presidi produttivi e non sulle speculazioni edilizie; stiamo aspettando che la giunta si esprima a riguardo.

Ma non siamo fermi. Noi vogliamo cambiare Castelfranco, e vogliamo farlo attraverso tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione, coinvolgendo la cittadinanza.

Ecco perché stiamo raccogliendo le firme per due petizioni popolari, vogliamo che il Consiglio Comunale discuta e prenda una chiara posizione su importanti argomenti come lavoro e casa.

La prima petizione riguarda il Lavoro: chiediamo all’amministrazione di Castelfranco di vincolare le aree industriali per almeno 15 anni, facendo in modo che nessuno possa costruire palazzine dove sorgeva un’azienda che ha delocalizzato; chiediamo inoltre in caso di delocalizzazione, di espropriare le aree dimesse attraverso una società pubblica appositamente costituita con lo scopo di riutilizzarle come stabilimenti produttivi; chiediamo che si inviti il Consiglio Regionale Veneto ad approvare nel più breve tempo possibile il Progetto di Legge Regionale presentato dal Consigliere Regionale Pettenò che impone alle aziende che delocalizzano la restituzione di tutti i contributi diretti e indiretti, ricevuti in passato dalla Regione stessa.

La seconda petizione riguarda la Casa: chiediamo di avviare uno studio sulla situazione abitativa di Castelfranco, sul numero di abitazioni esistenti, sul numero di quelle sfitte e sui flussi migratori del comune, istituendo un tavolo tecnico con il compito di mettere in campo tutte le azioni per vigilare e sui prezzi degli immobili e degli affitti, applicando anche misure di calmierazione dei prezzi come, ad esempio, i contratti concertati.

Sono queste le scelte coraggiose che possono fare di Castelfranco una città a misura di cittadino, e non terra di conquista per speculazioni e massimizzazione del profitto.

Simone Marconato

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3 Risposte to “I castellani cambiano città, chi cambia Castelfranco?”

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  1. El leon, che magna el paròn « Castelfranco a Sinistra! - 18 novembre 2010

    [...] I castellani cambiano città: le fabbriche delocalizzano, c’è sempre più cemento e gli appartamenti restano vuoti [...]

  2. PAT, qualche novità? « Castelfranco a Sinistra! - 17 febbraio 2012

    [...] Sul PAT di Castelfranco avevamo già depositato delle osservazioni, e nel periodo precedente avevamo sollevato alcune questioni. [...]

  3. Sul PAT di Castelfranco, basta cemento ma che sia davvero | Comunisti Treviso - 17 febbraio 2012

    [...] Sul PAT di Castelfranco avevamo già depositato due osservazioni, e nel periodo precedente avevamo sollevato alcune questioni. [...]

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