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Difendere l’Unità d’Italia

17 mar

È triste prendere atto di come la Lega in ogni occasione utile si nasconda dietro a motivazioni burocratiche per scagliarsi contro l’Unità d’Italia.
Noi abbiamo esposto il Tricolore e chiediamo a tutti di fare altrettanto.

Difendere l’Unità d’Italia vuol dire difendere l’idea di pari diritti per tutti i cittadini in tutto il territorio nazionale, non è solo una sterile celebrazione.

Unità d’Italia significa anche Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, stessa qualità dell’acqua pubblica, della sanità, della scuola.

Dobbiamo essere in prima linea a difendere i diritti dei lavoratori contro gli attacchi distruttivi degli industriali miopi; dobbiamo difenfere il diritto all’acqua pubblica, per tutti, in tutto il territorio; non si può mettere in discussione il diritto alla salute, dando adito a differenziazioni nel Servizio Sanitario Nazionale e scegliendo di ritornare al nucleare; il Diritto allo Studio non può essere inteso come il privilegio di pochi.

Ecco perchè difendiamo l’Unità d’Italia.

Quanto ci costa (davvero) l’energia dell’atomo

16 mar

di Giorgio Nebbia

Tutti vivi a Fukushima. Ricalco il titolo di un celebre libro di Dario Paccino, “Tutti vivi ad Harrisburg”, scritto dopo l’incidente alla centrale nucleare americana di Three Mile Island, vicino Harrisburg, appunto, in Pennsylvania. Anche allora, come oggi in Giappone, si ebbe un’interruzione del flusso di acqua che “deve” raffreddare continuamente il nocciolo di un reattore, quell’insieme di tubi in cui avviene la fissione dell’uranio (e del plutonio) con liberazione del calore. Se cessa il riscaldamento, anche se la reazione di fissione nucleare viene interrotta, gli elementi radioattivi all’interno dei tubi del “combustibile” continuano a liberare calore che può provocare l’idrolisi dell’acqua con formazione di idrogeno, quello che si è incendiato e ha provocato la (o le) esplosioni degli edifici delle centrali giapponesi. Non si può dire oggi quante persone siano state contaminate dalla radioattività, quante siano morte o moriranno per esposizione alle radiazioni. Di certo gli incidenti giapponesi hanno provocato l’interruzione della distribuzione dell’elettricità in vaste parti del paese che tanto aveva puntato, per soddisfare la fame elettrica delle sue fabbriche e città e metropolitane, su 55 centrali nucleari, a drammatica riprova della fragilità di questa tecnologia.
L’incidente ai reattori di Fukushima è il terzo importante nella storia dell’energia nucleare commerciale, lunga circa 14.000 anni-reattore (il numero dei reattori in funzione moltiplicato per gli anni di funzionamento di ciascuno): un incidente ogni circa 4.500 anni-reattore, un incidente in media ogni dieci anni quando sono in funzione, come oggi nel mondo, circa 450 reattori; una probabilità di incidenti molto maggiore di quella assicurata dai solerti venditori di centrali nucleari.
(continua…)

Marchionne nella castellana

9 gen

Aderiamo alla manifestazione del 1 luglio contro la Legge “bavaglio”

17 giu

La Federazione della Sinistra sostiene le iniziative di lotta della Fnsi, e aderisce alla manifestazione indetta per il 1 luglio. Anche la “giornata del silenzio” dei giornalisti, black out dell’informazione in concomitanza con la discussione del ddl Alfano alla Camera (il prossimo 9 luglio) deve essere una giornata di mobilitazione per tutti i democratici, in difesa del  diritto dei cittadini ad essere informati.
Questa legge liberticida  non viola soltanto un principio costituzionale fondamentale, quello della libertà di stampa, ma pone le premesse per uno stato di polizia in cui l’informazione è sottoposta a limitazioni e censure. Esattamente l’opposto di quanto è scritto nella nostra Carta. Solo le dittature impediscono la circolazione delle notizie e delle idee.
In nessun Paese europeo è in vigore una legge restrittiva delle libertà di opinione, di informazione e di stampa come quella che questo governo sta cercando di imporre agli italiani.
La Federazione della Sinistra interverrà in tutti i modi e in tutte le sedi per difendere le libertà che sono alla base della nostra democrazia.

Roma 16 giugno 2010

Fiat – Salvi: “A Pomigliano metodi da ventennio”

16 giu

“Scandaloso è il ricatto della Fiat sui lavoratori di Pomigliano: licenziati se scioperano, vincolati a saltare la mensa se l’azienda lo chiede. Scandaloso è il sostegno a questo ricatto espresso dal sistema istituzionale e da tutte le forze politiche parlamentari, opposizione compresa”.
Lo afferma Cesare Salvi, portavoce della Federazione della Sinistra. “Si chiede ai sindacati e ai lavoratori – continua Salvi – di rinunciare all’esercizio di diritti costituzionali, come il diritto di sciopero, individuale e collettivo, che è garantito dalla Costituzione e può essere limitato soltanto dalla legge. Prevedere, come fa il testo Fiat, la possibilità di licenziare il lavoratore che sciopera era possibile solo sotto il fascismo e nessuna firma sindacale o referendum fra i lavoratori può limitare questo diritto”.

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