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Borso, la centrale a biomasse “non s’ha da fare”

25 feb

Si chiude con una vittoria di larga misura la battaglia condotta dal comitato “Oasi San Daniele” che da mesi si opponeva a un impianto a biomasse che sarebbe stato alimentato con olio di colza.

L’impianto avrebbe dovuto sorgere nella oasi di San Daniele, un’area di pregio naturalistico situata tra i comuni di San Zenone degli Ezzelini e Borso del Grappa. Area gia individuata una decina d’anni fa come possibile sede di una discarica che venne però respinta con vigore proprio dallo stesso comitato che oggi ha respinto le biomasse.

Proprio l’amministrazione comunale di Borso del Grappa eletta nel 2009, con la complicità della precedente amministrazione, dava la “tacita autorizzazione” ai privati per costruire quattro motori di cogenerazione che avrebbero dovuto bruciare olio di colza importata da chissà dove.

Il sindaco di Borso, il leghista Fabbian, non si è opposto entro i tempi previsti alla domanda depositata dai costruttori, permettendo loro di fatto di iniziare i lavori. Lavori che però sono durati meno di quarantotto ore, a seguito della ferma opposizione del Consiglio Provinciale, fatto convocare d’urgenza su richiesta dei consiglieri di Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà. A togliere le castagne dal fuoco è stato, però, il ricorso intentato dal Comune confinante di San Zenone, cui si è affiancata anche la Provincia. Ricorso vinto, con buona pace delle quattro aziende private in cerca di soldi facili a dispetto della salubrità dell’aria del Grappa e della bellissima oasi di San Daniele. Da parte sua, invece, l’amministrazione di Borso in costante e perenne ritardo, ha cercato di salire in extremis sul carro dei vincitori. Tentativo tanto inutile quanto imbarazzante: essa infatti è stata sconfitta su ogni terreno. A riprova di ciò, in particolare, la manifestazione svoltasi il primo sabato dello scorso luglio in cui 400 persone sotto il municipio di Borso chiedevano la testa del sindaco Fabbian.

La pietra miliare però è arrivata lo scorso febbraio, quando la Regione ha stanziato 49000 euro per la salvaguardia e la tutela paesaggistica dell’oasi di San Daniele. Esattamente quanto richiesto dalla Federazione della Sinistra in tutte le sedi istituzionali e durante quella partecipata manifestazione.

 

Enrico Baldin

A BORSO DEL GRAPPA IMPEDITO LO SCEMPIO AMBIENTALE

3 ago

Ieri il TAR si è pronunciato, accogliendo il ricorso del Comune di San Zenone e della Provincia di Treviso contro l’impianto a olio previsto a Borso del Grappa.

Nel 2009 quattro imprenditori locali, riconducibili alla stessa famiglia, consegnarono altrettante dichiarazioni di inizio attività per motori di cogenerazione complessivamente superiori al MegaWatt, ma separatamente inferiori. Questa escomotage era utile agli imprenditori per impedire che su tale progetto dovesse intervenire la Regione, dando il suo parere.

Il ricorso a cui il TAR ha dato ragione, si basava su due fatti ineccepibili: da un lato il fatto che si andava a costituire uno scempio in un terreno, quello dell’Oasi San Daniele a Sant’Eulalia di Borso del Grappa, che è stato ritenuto dal piano territoriale provinciale come “cordone ecologico”, e pertanto insopprimibile. Dall’altro lato il fatto che si costruiva una attività non agricola in un terreno che l’ultimo PRG definiva come agricolo.

Dopo il pronunciamento della Provincia di Treviso in commissione ambiente, dopo la risoluzione del TAR, possiamo dire che a meno di colpi di coda Borso è comune “debiomassizzato”. Il merito di questo di certo non va alla maggioranza leghista che sta governando a Borso del Grappa, anzi, essa è decisamente colpevole, assieme all’amministrazione precedente, di una grave disattenzione su questo tema. Disattenzione che riteniamo potesse essere non casuale ma affine ai giochi sporchi del gruppo di imprenditori che volevano speculare sulla salute dei cittadini.

Come Federazione della Sinistra siamo contenti che questa vicenda sia andata a buon fine e che anche il nostro contributo sia stato utile per fare una adeguata pressione agli enti preposti perché si assumessero delle responsabilità. Rimaniamo tuttavia convinti che per decenza la Giunta di Borso del Grappa debba andare a casa perché non ha saputo assumersi le proprie responsabilità.

Enrico Baldin

Portavoce comitato castellano – pedemontano, Federazione della Sinistra

Borso del Grappa contro l’impianto a biomasse

10 lug

La controversa storia della centrale a biomasse ha inizio ad aprile 2009 quando quattro imprenditori, alla ricerca di guadagno facile a spese dell’ambiente e della salute, depositarono delle dichiarazioni di inizio attività per la costruzione di un impianto da 13 milioni di Kwh l’anno, a Sant’Eulalia di Borso del Grappa a confine con l’Oasi di San Daniele, con San Zenone e Mussolente. Il progetto prevede la realizzazione di tale impianto su un’area di circa 6000 mq in luogo di pregio naturalistico. Questo mega impianto funzionerebbe con olio vegetale con un impiego di 98 kg di olio/ora, con ovvio impatto ambientale e sulla salute dei cittadini. Inizialmente l’amministrazione comunale locale leghista ha permesso il tutto; solo in un secondo momento ha deciso di sospendere le dichiarazioni di inizio attività presentate dai quattro privati, in seguito all’intervento vigoroso del comitato “Oasi San Daniele” che fin dall’inizio si è schierato a difesa dell’oasi che sarebbe stata “violentata” con un impianto di tale portata. (continua…)

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