La crisi non ha sosta: lo si nota dai numeri relativi alla CIGS e alla disoccupazione, recentemente resi noti. Ma i numeri rendono poco l’idea se non si vive direttamente il disagio di perdere il proprio lavoro o di vedersi lo stipendio ridotto.
Lo sanno bene i dipendenti di due aziende della pedemontana: la Traffic Project di Cavaso del Tomba, e la Gb Group di Fonte Alto. Entrambe le aziende si occupano di segnaletica stradale verticale ed orizzontale. Contano complessivamente oltre quaranta dipendenti. Attualmente nessuno di questi lavoratori si reca a lavoro. Tutti i lavoratori infatti sono in cassa integrazione: la Traffic Project per prima ha messo i suoi dipendenti in CIGS per un anno, a partire da ottobre 2010. Stessa sorte per l’azienda di Fonte che a partire dal 31 gennaio ha iniziato a fruire per un anno dello stesso ammortizzatore sociale a seguito di un crollo del fatturato 2010 di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. La crisi del settore è grave, e col passar del tempo ha gambizzato queste realtà lavorative piccole ma pur importanti per l’economia della pedemontana e per diverse famiglie che ora sono in grave difficoltà.
La crisi del settore della segnaletica stradale ha ben poco a che fare con la crisi dei mercati finanziari. E’ una crisi che nasce da un momento di seria difficoltà che, da alcuni anni a questa parte, colpisce gli enti locali che sono di fatto gli unici committenti per le aziende come la Gb Group e la Traffic Project.
La riduzione dei trasferimenti statali a Comuni, Provincie e Regioni, l’odioso patto di stabilità cui devono far fronte i Comuni, l’abolizione non compensata dell’ICI sulla prima casa, hanno imposto da qualche anno a questa parte una riduzione della spesa degli enti locali che taglieggiano un po’su tutto: sui servizi sociali, sull’edilizia sociale, ma anche sulla sicurezza stradale.
Alla faccia del federalismo.
Enrico Baldin




