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Crisi aziendali per Gb Group e Traffic Project

1 mar

La crisi non ha sosta: lo si nota dai numeri relativi alla CIGS e alla disoccupazione, recentemente resi noti. Ma i numeri rendono poco l’idea se non si vive direttamente il disagio di perdere il proprio lavoro o di vedersi lo stipendio ridotto.

Lo sanno bene i dipendenti di due aziende della pedemontana: la Traffic Project di Cavaso del Tomba, e la Gb Group di Fonte Alto. Entrambe le aziende si occupano di segnaletica stradale verticale ed orizzontale. Contano complessivamente oltre quaranta dipendenti. Attualmente nessuno di questi lavoratori si reca a lavoro. Tutti i lavoratori infatti sono in cassa integrazione: la Traffic Project per prima ha messo i suoi dipendenti in CIGS per un anno, a partire da ottobre 2010. Stessa sorte per l’azienda di Fonte che a partire dal 31 gennaio ha iniziato a fruire per un anno dello stesso ammortizzatore sociale a seguito di un crollo del fatturato 2010 di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. La crisi del settore è grave, e col passar del tempo ha gambizzato queste realtà lavorative piccole ma pur importanti per l’economia della pedemontana e per diverse famiglie che ora sono in grave difficoltà.

La crisi del settore della segnaletica stradale ha ben poco a che fare con la crisi dei mercati finanziari. E’ una crisi che nasce da un momento di seria difficoltà che, da alcuni anni a questa parte, colpisce gli enti locali che sono di fatto gli unici committenti per le aziende come la Gb Group e la Traffic Project.

La riduzione dei trasferimenti statali a Comuni, Provincie e Regioni, l’odioso patto di stabilità cui devono far fronte i Comuni, l’abolizione non compensata dell’ICI sulla prima casa, hanno imposto da qualche anno a questa parte una riduzione della spesa degli enti locali che taglieggiano un po’su tutto: sui servizi sociali, sull’edilizia sociale, ma anche sulla sicurezza stradale.

Alla faccia del federalismo.

 

Enrico Baldin

Borso, la centrale a biomasse “non s’ha da fare”

25 feb

Si chiude con una vittoria di larga misura la battaglia condotta dal comitato “Oasi San Daniele” che da mesi si opponeva a un impianto a biomasse che sarebbe stato alimentato con olio di colza.

L’impianto avrebbe dovuto sorgere nella oasi di San Daniele, un’area di pregio naturalistico situata tra i comuni di San Zenone degli Ezzelini e Borso del Grappa. Area gia individuata una decina d’anni fa come possibile sede di una discarica che venne però respinta con vigore proprio dallo stesso comitato che oggi ha respinto le biomasse.

Proprio l’amministrazione comunale di Borso del Grappa eletta nel 2009, con la complicità della precedente amministrazione, dava la “tacita autorizzazione” ai privati per costruire quattro motori di cogenerazione che avrebbero dovuto bruciare olio di colza importata da chissà dove.

Il sindaco di Borso, il leghista Fabbian, non si è opposto entro i tempi previsti alla domanda depositata dai costruttori, permettendo loro di fatto di iniziare i lavori. Lavori che però sono durati meno di quarantotto ore, a seguito della ferma opposizione del Consiglio Provinciale, fatto convocare d’urgenza su richiesta dei consiglieri di Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà. A togliere le castagne dal fuoco è stato, però, il ricorso intentato dal Comune confinante di San Zenone, cui si è affiancata anche la Provincia. Ricorso vinto, con buona pace delle quattro aziende private in cerca di soldi facili a dispetto della salubrità dell’aria del Grappa e della bellissima oasi di San Daniele. Da parte sua, invece, l’amministrazione di Borso in costante e perenne ritardo, ha cercato di salire in extremis sul carro dei vincitori. Tentativo tanto inutile quanto imbarazzante: essa infatti è stata sconfitta su ogni terreno. A riprova di ciò, in particolare, la manifestazione svoltasi il primo sabato dello scorso luglio in cui 400 persone sotto il municipio di Borso chiedevano la testa del sindaco Fabbian.

La pietra miliare però è arrivata lo scorso febbraio, quando la Regione ha stanziato 49000 euro per la salvaguardia e la tutela paesaggistica dell’oasi di San Daniele. Esattamente quanto richiesto dalla Federazione della Sinistra in tutte le sedi istituzionali e durante quella partecipata manifestazione.

 

Enrico Baldin

LA REGIONE ASCOLTI LE ISTANZE DEI CITTADINI DI MASER

20 dic


È stata presentata il 17 dicembre la richiesta di audizione presso la settima commissione consiliare ambiente della Giunta regionale e dei rappresentanti del comune di Maser (TV) a seguito delle preoccupazioni espresse dalla stessa Amministrazione comunale e dai comitati dei cittadini sull’ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti della ditta Marcon s.r.l.: questi temono un serio peggioramento della qualità dell’ aria, dell’acqua e del suolo a seguito di tale ampliamento, dato che non c’è alcuna garanzia di emissioni, polveri e rumori.
L’impianto si trova in un’area densamente popolata e ad elevato rischio sismico ed idraulico ed è posto a circa un chilometro dal confine sud del Sito di Importanza Comunitaria dei Colli Asolani: l’ampliamento comporterà seri problemi di sicurezza stradale con un incremento massiccio del traffico veicolare pesante nonché gravi disagi alla popolazione residente per le polveri e i rumori prodotti dal transito degli automezzi utilizzati per l’attività di trattamento rifiuti.
La Federazione della Sinistra Veneta, che ha già presentato una interrogazione in merito a cui non è stata data risposta, ritiene che la Regione debba riconsiderare tutte le autorizzazioni rilasciate o in fase di approvazione, nell’ottica di un quadro generale finalizzato a garantire le condizioni di massima garanzia per la salute dei cittadini e per la salvaguardia del territorio, invece che continuare ad autorizzare impianti che, oltretutto, non sembrano accrescere l’occupazione in un questo grave momento di crisi.
L’audizione in commissione consiliare ambiente della Giunta regionale e del Comune di Maser è quindi necessaria per trovare delle soluzioni relative alle problematiche del suddetto impianto che tanto preoccupa i residenti.

Pietrangelo Pettenò
Consigliere regionale Federazione della Sinistra Veneta

Fervet: Dussin ci dà ragione o spara la solita bufala?

3 nov

Per mesi noi comunisti abbiamo tentato di coinvolgere la Regione e in particolare Veneto Sviluppo Spa per avviare una trattativa che concedesse almeno un prestito alla Fervet indebitata e con una commessa da iniziare ad assolvere. Lo abbiamo fatto con due interrogazioni del nostro consigliere regionale Pettenò e facendo approvare una mozione di Mestriner all’unanimità in consiglio provinciale. Ma la risposta che ci è arrivata a giugno, e che noi abbiamo contestato, è che Veneto Sviluppo non è interessata a dare una mano a Fervet.

Ora mi chiedo come possa pensare Dussin che la Fervet possa essere acquistata da Sistemi Territoriali Spa visto che quest’ultima è posseduta per il 99,83%  proprio da Veneto Sviluppo, che noi per mesi abbiamo interpellato perché concedesse il prestito e che per bocca della Giunta Regionale l’ha negato.

Se Dussin con dieci mesi di ritardo dà ragione alla Federazione della Sinistra contraddicendo la Giunta Regionale leghista, e pensa che in questo momento il prestito o l’acquisto siano possibili, siamo pronti a stringergli la mano e a far garantire al nostro partito in Regione tutto l’appoggio per una soluzione di questo tipo per cui noi ci siamo battuti da gennaio. Se invece questa di Dussin è una bufala per far credere di aver provato a salvare la Fervet che era salvabilissima, allora meglio che eviti di umiliare 200 operai al lastrico prendendoli per i fondelli.

 

Enrico Baldin

Portavoce Federazione della Sinistra – comitato castellano pedemontano

El Leon, settembre 2010 – Informazione e verità della Castellana e Pedemontana

9 set

Puntuale come un intercity di Trenitalia ecco il secondo numero del Leon, periodico di informazione e verità della Castellana e della Pedemontana a cura della Federazione della Sinistra.

Lo troverete nei luoghi pubblici della Castellana nei prossimi giorni, lo potete richiedere ai compagni della Federazione o scaricare comodamente da qui.

In questo numero:

Pag. 1 e 2 – Castelfranco: ecco perché il PAT è tutto da rifare

Pag. 3 – Finanziaria 2010: le conseguenze

Pag 4 – Precariato nella scuola a Castelfranco

Pag 4 – L’università riapre ma è chiusa

Pag 5 – I giovani hanno già unito la sinistra: verso il soggetto politico della generazione ribelle

Pag 6 – La pedemontana si sta intossicando

Pag 6 – Borso: l’impianto a biomasse non s’ha da fare

Pag 7 - Cuba: viaggio di una giovane compagna

Pag 8 – Il volantino per la manifestazione nazionale FIOM del 16 ottobre

Ulss 8, tempi d’attesa: i tagli del governo aggraveranno ulteriormente la situazione

21 ago

Lo scandalo dei tempi infiniti per le prenotazioni di esami specialistici è solo la punta di un iceberg. L’Ulss 8, già da diversi anni, ha deciso di adottare un sistema non condivisibile votato all’esternalizzazione: appoggiandosi cioè a privati convenzionati per soddisfare la richiesta con un aumento non trascurabile dei costi.

Di pari passo ha deciso di non investire sul personale lasciandolo numericamente al ribasso e costringendolo a turni di lavoro eccezionali. Figlio di questa cattiva gestione è pure lo scandalo spuntato pochi mesi fa sui part time e sulle ferie, a quanto sappiamo con scorrettezze da parte della direzione che fra l’altro non ha ancora dato delle risposte ai sindacati su come intenda affrontare questi problemi.

Oltre a questo ci preoccupa la nuova manovra del governo che gambizza anche il servizio sanitario imponendo tagli che indubbiamente graveranno anche sulla qualità dei servizi offerti. Siamo molto preoccupati per la limitazione del turn over dei dipendenti.

Di scandali come quello emerso in questi giorni c’è da aspettarsene altri. Cosa farà l’Ulss? Chiuderà dei servizi perché (come previsto dalla manovra del governo) potrà assumere solo un quinto del personale in uscita?
Su questo pretendiamo delle risposte certe in quanto i tagli imposti da Governo e Regione, a cui la direzione dell’Ulss 8 in questi anni si è adeguata senza fiatare, ricadono unicamente sulla salute dei cittadini e sui lavoratori della sanità.
Per fare chiarezza in merito ci rivolgeremo a tutti i livelli possibili, a partire da una interrogazione in Consiglio Regionale.

Alessandro Squizzato
Portavoce comitato castellano della Federazione della Sinistra

Lettera aperta sul futuro della Città disegnato dal PAT

4 ago

Il 21 agosto scade il termine per presentare le osservazioni al PAT: non abbiamo mai nascosto la nostra contrarietà ad alcuni aspetti di questo piano, convinti che ogni singola iniziativa di una amministrazione debba tendere al miglioramento della vita dei propri cittadini e alla difesa dello stato sociale.

Questo PAT è figlio di una amministrazione che si è dimostrata più volte sorda alle richieste dei normali cittadini, una amministrazione che ha scelto di presentarlo in fretta e furia prima della scadenza del proprio mandato, decidendo così di eliminare buona parte della discussione democratica circa lo sviluppo di Castelfranco nel prossimo futuro.

Constatiamo con piacere, invece, la proroga data per la presentazione delle osservazioni.

Castelfranco rischia di essere logorata dal cemento: mentre numerosi edifici abbandonati, anche storici, stanno cadendo su loro stessi, si continua a prevedere un’urbanizzazione intensiva su quasi tutto il territorio comunale; si corre il rischio, nei prossimi anni, di essere testimoni di una cementificazione fatta in nome di una crescita demografica (che non è conseguente alle aspettative), e fatta sulla pelle di lavoratori e famiglie che rischiano di perdere il loro posto di lavoro.

(continua…)

A BORSO DEL GRAPPA IMPEDITO LO SCEMPIO AMBIENTALE

3 ago

Ieri il TAR si è pronunciato, accogliendo il ricorso del Comune di San Zenone e della Provincia di Treviso contro l’impianto a olio previsto a Borso del Grappa.

Nel 2009 quattro imprenditori locali, riconducibili alla stessa famiglia, consegnarono altrettante dichiarazioni di inizio attività per motori di cogenerazione complessivamente superiori al MegaWatt, ma separatamente inferiori. Questa escomotage era utile agli imprenditori per impedire che su tale progetto dovesse intervenire la Regione, dando il suo parere.

Il ricorso a cui il TAR ha dato ragione, si basava su due fatti ineccepibili: da un lato il fatto che si andava a costituire uno scempio in un terreno, quello dell’Oasi San Daniele a Sant’Eulalia di Borso del Grappa, che è stato ritenuto dal piano territoriale provinciale come “cordone ecologico”, e pertanto insopprimibile. Dall’altro lato il fatto che si costruiva una attività non agricola in un terreno che l’ultimo PRG definiva come agricolo.

Dopo il pronunciamento della Provincia di Treviso in commissione ambiente, dopo la risoluzione del TAR, possiamo dire che a meno di colpi di coda Borso è comune “debiomassizzato”. Il merito di questo di certo non va alla maggioranza leghista che sta governando a Borso del Grappa, anzi, essa è decisamente colpevole, assieme all’amministrazione precedente, di una grave disattenzione su questo tema. Disattenzione che riteniamo potesse essere non casuale ma affine ai giochi sporchi del gruppo di imprenditori che volevano speculare sulla salute dei cittadini.

Come Federazione della Sinistra siamo contenti che questa vicenda sia andata a buon fine e che anche il nostro contributo sia stato utile per fare una adeguata pressione agli enti preposti perché si assumessero delle responsabilità. Rimaniamo tuttavia convinti che per decenza la Giunta di Borso del Grappa debba andare a casa perché non ha saputo assumersi le proprie responsabilità.

Enrico Baldin

Portavoce comitato castellano – pedemontano, Federazione della Sinistra

El leon che magna el paron: facciamo informazione

12 lug

Diciamo spesso (tra di noi) che ci hanno cancellato dalle tv e dai giornali – ed è vero – diciamo un po’ meno che hanno quasi cancellato la protesta sociale e le sue ragioni.  Il web consente di sopperire in parte a questo se lo sai usare bene e per chi lo sa usare bene. Ovvero una parte davvero piccola di popolazione italiana, spesso con una sua opinione già formata.
E per tutti gli altri?
Con la Federazione della Sinistra della Castellana e della Pedemontana abbiamo deciso di sopperire rispolverando la tradizione (e un po’ anche i ricordi dei ‘giornalini scolastici’ di un decennio fa).
Da ieri, presentato ufficialmente alla nostra “Grigliata popolare” di Resana, per le città della nostra zona si potrà trovare El Leon.
Otto pagine di informazione sulle questioni sociali del territorio e sulle lotte.
In questo numero:

- Chi distrugge il nostro lavoro
- Poche speranze per la FERVET
- La BERCO vittima della crisi finanziaria
- Castelgarden come Pomigliano?
- Borso del Grappa contro l’impianto a biomasse
- 220mila tonnellate di rifiuti a Maser
- Giunta Castelfranco: questa Lega Nord così innamorata delle “spese di rappresentanza”
- Ad Altivole non si festeggia la Liberazione
- Referendum per l’acqua pubblica: la raccolta firme è stata un successo
- Che succede a sinistra: orfani di un partito che parli con i lavoratori, ricominciamo da noi
- Manovra finanziaria: regioni senza soldi e arriva il taglio ai trasporti locali
- Cultura: In Italia 200 anni di rivoluzione passiva

Come vedete qui a destra è possibile scaricare El Leon in formato pdf con le pagine in sequenza o in versione utile alla stampa.

La Sinistra: noi come Cassandra

15 apr

Da La Tribuna di Treviso di oggi.

Marconato: dopo la sconfitta ci danno ragione

CASTELFRANCO. Non si placa la bufera nel centrosinistra. Dopo l’accusa di Bernardino Spaliviero, che denunciava gli errori della coalizione nella scelta di non fare le primarie e di optare all’ultimo per un candidato, Donata Sartor, poco conosciuto, a rincarare la dose ora ci pensa la sinistra. La Federazione della sinistra (Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista), al ballottaggio ha dato l’appoggio alla candidata del centrosinistra. Ma è ancora grande il rammarico di non aver trovato la sintesi giusta per una corsa compatta. «Come Cassandra: abbiamo predetto quanto sarebbe successo, ma nessuno ci ha ascoltato, salvo ricredersi dopo la sconfitta», accusa la Sinistra.
«Accolgo con sorpresa le affermazioni di Spaliviero – dichiara Simone Marconato, il candidato sindaco della Federazione della sinistra – Dà ragione a noi quando dice che non si può improvvisare un progetto amministrativo in poche settimane. (continua…)

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