Come annunciato, pubblichiam0 il video-denuncia per spiegare la verità sulla vicenda FERVET.
Come annunciato, pubblichiam0 il video-denuncia per spiegare la verità sulla vicenda FERVET.
Da giorni sui giornali rimbalzano racconti sulle vicende che hanno portato a una profonda crisi la storica Fervet. Sentiamo il dovere di ricostruire i fatti in modo oggettivo, per rispetto di tutti gli operai che hanno perso e stanno perdendo il loro lavoro.
Fervet accende mutui con le banche per acquistare il materiale per la realizzazione di 901 carrozze della commessa “Intercity PR 140” stipulata con Trenitalia che, immotivatamente, a novembre 2008 decide di fermare la commessa a 450 carrozze. Fervet si ritrova indebitata, coi magazzini pieni, e senza possibilità di riscuotere i crediti pattuiti con Trenitalia a cui fa causa. Gli operai entrano in cassa integrazione.
Ma non tutto sembra perduto: a dicembre 2009 infatti Fervet vince un appalto, ancora con Trenitalia, per la realizzazione di 350 carrozze doppio piano “Vivalto”, commessa da 50 milioni di euro. Fervet indebitata però non riesce a iniziare il lavoro perché nessuna banca le dà il denaro per acquistare il materiale per assolvere alla commessa che l’avrebbe risollevata.
Da parte nostra abbiamo fatto due interrogazioni in Consiglio Regionale e abbiamo fatto approvare in Consiglio Provinciale all’unanimità una mozione che impegnava Veneto Sviluppo (la finanziaria veneta partecipata dalla Regione e da 11 istituti di credito) a fornire il prestito necessario a Fervet per partire col lavoro. Ci sembrava una proposta ragionevole visto che la regione Sardegna ha prestato 6 milioni ad una concorrente di Fervet che versava nella stessa situazione. A giugno però la Giunta Regionale ci risponde che Veneto Sviluppo non fornirà alcun prestito a Fervet perché ritiene che quella commessa avrebbe indebitato ulteriormente Fervet. Bugia pazzesca, come se un’azienda andasse a prendere un appalto in perdita.
In questi giorni, coi 200 lavoratori che da marzo finiranno la cassa integrazione e passeranno in mobilità, e con 100 anni di storia castellana in liquidazione, ci siamo arrabbiati perché un signore che fa il parlamentare e il sindaco ha preso per i fondelli i lavoratori fingendo di fare il possibile per dare loro una mano.
Noi diciamo con forza che la Fervet poteva essere salvata, e che se è giunta a questo punto dei colpevoli ci sono, e li vogliamo elencare:
L’area industriale di Borgo Padova è a ridosso del centro storico e con questa scusa il PAT, varato in fretta e furia dalla giunta Gomierato, rafforza le decisioni del precedente PRG, deve diventare tutta area residenziale. Un po’come dire “Fervet vattene perché qui vogliamo fare palazzine”. Complimenti Gomierato, bell’idea!
Trenitalia non contenta del disastro di Viareggio, dei pendolari malserviti e di una rete ferroviaria veneta per metà vecchia e non elettrificata decide di investire solo nell’alta velocità. Ritirando la commessa a Fervet l’ha fatta stramazzare al suolo e per giunta se ne infischia di un servizio agli utenti: vergogna! E ovviamente su tutto ciò Lega e Pdl non hanno nulla da dire, nessuna critica.
Dussin dopo averci criticato per la soluzione “Veneto Sviluppo”, in questi giorni avrebbe contattato Sistemi Territoriali Spa per acquistare Fervet. Sistemi Territoriali Spa però è detenuta proprio da Veneto Sviluppo per il 99,83% delle sue quote e quindi ci sembra ovvio che non c’è trippa per gatti. Ma l’importante, per il sindaco parlamentare sembra sia andare sui giornali e fingere di essersi impegnato. Caro Dussin, i lavoratori non si prendono in giro!
Il governo ha elargito nella finanziaria 2008 soldi a pioggia per salvare le banche dalla crisi economica. Le banche però di fronte a Fervet si sono voltate dall’altra parte, e il governo non ha fatto nulla per richiamarle all’ordine.
I ministri veneti Sacconi e Zaia non hanno mai avviato una trattativa con Trenitalia, società statale, per fare in modo di far riprendere la commessa dell’Intercity. Piuttosto il governo ha preferito continuare, per mano del premier Berlusconi, a curare gli interessi della Ansaldo Breda, concorrente di Fervet e partecipata Finmeccanica, ben rappresentata nei viaggi del premier in Libia, Francia e Russia. Il pesce grosso mangia il pesce piccolo.
Enrico Baldin
Per mesi noi comunisti abbiamo tentato di coinvolgere la Regione e in particolare Veneto Sviluppo Spa per avviare una trattativa che concedesse almeno un prestito alla Fervet indebitata e con una commessa da iniziare ad assolvere. Lo abbiamo fatto con due interrogazioni del nostro consigliere regionale Pettenò e facendo approvare una mozione di Mestriner all’unanimità in consiglio provinciale. Ma la risposta che ci è arrivata a giugno, e che noi abbiamo contestato, è che Veneto Sviluppo non è interessata a dare una mano a Fervet.
Ora mi chiedo come possa pensare Dussin che la Fervet possa essere acquistata da Sistemi Territoriali Spa visto che quest’ultima è posseduta per il 99,83% proprio da Veneto Sviluppo, che noi per mesi abbiamo interpellato perché concedesse il prestito e che per bocca della Giunta Regionale l’ha negato.
Se Dussin con dieci mesi di ritardo dà ragione alla Federazione della Sinistra contraddicendo la Giunta Regionale leghista, e pensa che in questo momento il prestito o l’acquisto siano possibili, siamo pronti a stringergli la mano e a far garantire al nostro partito in Regione tutto l’appoggio per una soluzione di questo tipo per cui noi ci siamo battuti da gennaio. Se invece questa di Dussin è una bufala per far credere di aver provato a salvare la Fervet che era salvabilissima, allora meglio che eviti di umiliare 200 operai al lastrico prendendoli per i fondelli.
Enrico Baldin
Portavoce Federazione della Sinistra – comitato castellano pedemontano
Dopo qualche mese dalla fine annunciata della Fervet, l’assessore regionale Elena Donazzan ha ritenuto opportuno spiegare la sua verità
E’ vero, come dice l’assessore, Trenitalia ci ha messo molto del suo dando allaFervet un colpo violento e sfiancante, infatti ritirando a metà la commessa ha esposto per milioni di euro quest’azienda e le altre consorziate decretando così l’inizio di una lunga cassintegrazione per gli operai.
Ma come ben sa l’assessore Donazzan, esiste chi commette il fatto ed esistono i complici.
Il partito della Donazzan è il maggiore di questo governo che l’anno scorso ha dato soldi a pioggia alle banche, le stesse banche che di fronte alla situazione della Fervet si sono voltate dall’altra parte, il tutto senza che Sacconi, Zaia, Donazzan o Dussin si siano stracciati le vesti.
Mentre in Sardegna la Regione erogava un prestito per salvare una concorrente che versava nella stessa identica situazione della Fervet, la nostra Regione se ne stava a guardare disinteressata.
E non da ultimo, a Castelfranco veniva votato il PAT che condanna a morte l’area industriale di Borgo Padova preparando il pasto agli speculatori immobiliari, e respingendo in tal modo ogni possibile acquirente interessato all’azienda. Ci auguriamo che almeno il PAT venga stravolto dalla Giunta Dussin come spiegato nelle nostre osservazioni.
Visto che Donazzan vede solo in Trenitalia la colpevole di 200 posti di lavoro persi, nei prossimi giorni le rinfrescheremo la memoria pubblicando un video denuncia in cui spiegheremo minuziosamente la brutta fine di Fervet e dei suoi operai.

comunicato stampa 01/07/2010
Più di qualcuno in questo momento si sta sfregando le mani: la fine della Fervet apre ad uno scenario piacevole per le lobby di palazzinari che vedono più vicina la possibilità di speculazione edilizia, peraltro prevista dal PAT redatto dalla Giunta Gomierato. Anche qualche potente concorrente di Fervet gode della sua fine, perché ora quella commessa da 350 carrozze passerà di mano, in sostanza pesce grande mangia pesce piccolo, e la Fervet era un pesce piccolo.
E buona parte della responsabilità crediamo sia dei politici della Lega e del Pdl che l’hanno abbandonata completamente. Sacconi, Zaia, ma anche i politici locali come Dussin, Baggio e Caner non hanno fatto nulla di concreto per salvare i 200 operai. Fervet era salvabilissima se chi governa in comune, provincia, regione e a Roma l’avessero voluto. Il punto è che quando ci sono delle lobby che la fanno da padrone, immobiliari o del trasporto, può succedere anche questo cioè che una azienda con 100 anni di storia, 200 dipendenti e con una commessa da 50milioni di euro possa cadere su se stessa.
Per tutto il tempo gli operai sono stati presi in giro, troveremmo davvero normale e saremmo al loro fianco se volessero rispondere con una protesta eclatante, per chiamare chi di dovere alle proprie responsabilità.
Enrico Baldin - Federazione della Sinistra
Visti gli ultimi tristi risvolti della vicenda legata alla FERVET abbiamo voluto scrivere una lettera agli operai di cui abbiamo seguito la lotta in questi mesi, con impegno e passione, perché siamo convinti che nessuna ingiustizia debba essere perpetrata in silenzio.
La nostra vicinanza alla Vostra situazione è stata, per le nostre limitate possibilità, sincera: oltre un anno fa i primi contatti con alcuni Vostri rappresentanti sindacali. In questi mesi abbiamo cercato di dar rilievo sulla stampa alla vostra vertenza, abbiamo sollecitato i politici con lettere e con un’interrogazione del consigliere Pettenò alla Giunta Regionale che non ha dato risposta, abbiamo fatto approvare al Consiglio Provinciale una mozione scritta da noi, che impegnava la Giunta a cercare dei contatti con la finanziaria regionale “Veneto Sviluppo”, intesi a garantire un prestito da parte della stessa. Non ultimo coi nostri compagni ci siamo impegnati a sostenere la vostra lotta portandoVi gazebo e striscioni, chiedendo solidarietà ai castellani con l’iniziativa “Arancia Metalmeccanica” il cui ricavato di 1054 € è stato devoluto interamente al Vostro presidio e alla vostra occupazione della fabbrica. Il nostro impegno è stato di informare la cittadinanza e sollecitare i politici ai vari livelli istituzionali, in cui i nostri rappresentanti sono all’opposizione. (continua…)
Avevamo promesso che avremmo stupito ed ecco in anteprima per i lettori del blog il nostro manifesto ufficiale per le comunali 2010!

Niente faccioni sorridenti e messaggi stantii buoni per tutti i colori e tutte le stagioni, noi la scelta di parte l’abbiamo fatta da tempo.
Vogliamo fare riflettere sulla crisi, su quello che sta succedendo ai lavoratori nella Castellana (l’esatto opposto di quanto raffigurato nella foto) e spingere la gente a farsi qualche domanda.
Quello che auspichiamo nel manifesto non è impossibile, lo deve pretendere una amministrazione comunale e lo possono ottenere i lavoratori se finalmente tornano uniti, come quelli nella scena, nel pretendere i loro diritti.
La sigla sopra i cancelli della fabbrica sullo sfondo è chiara per tutti i castellani…
Quelli nella foto sono tutti compagni della squadra, chi l’ha scattata pure; competenze e inventiva tutte autoprodotte, senza tirare in ballo costosi pubblicitari e professionisti, perché la nostra campagna elettorale è fatta senza sprecare soldi né nostri né tantomeno dei cittadini.
Chi può dire altrettanto?
Per i curiosi qui una spiegazione più dettagliata dell’idea del manifesto.
da La Tribuna di Treviso.
CASTELFRANCO. La Provincia chiede il prestito alla Regione per la Fervet. L’arroventata questione dell’azienda metalmeccanica di borgo Pieve è sbarcata lunedì scorso sul tavolo della Provincia. Il consigliere della Federazione della Sinistra Stefano Mestriner ha proposto un ordine del giorno, poi approvato all’unanimità dal consiglio, proprio su questo tema. Il documento lancia un appello al mondo degli istituti di credito affinché «non privilegi logiche meramente ragionieristiche» bensì «contribuisca alla prospettiva di difesa e sviluppo del territorio» e impegna la giunta provinciale e il suo presidente a favorire l’avvio di una trattativa con la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, allo scopo di ottenere l’erogazione nei confronti della Fervet del prestito necessario a far ripartire la produzione della carrozze. (continua…)
Lunedì sera in Consiglio Provinciale è stato votato all’unanimità un ordine del giorno con primo firmatario il consigliere provinciale della Federazione della Sinistra, Stefano Mestriner, di solidarietà ai lavoratori Fervet. L’ordine del giorno, oltre a fare appello al mondo del credito affinché “non privilegi logiche meramente ragionieristiche” bensì “contribuisca alla prospettiva di difesa e sviluppo del territorio”, impegna anche la Giunta Provinciale ed il suo presidente a favorire l’avvio di una trattativa con la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, allo scopo di ottenere l’erogazione nei confronti della Fervet del prestito necessario per svolgere le commesse affidatele. (continua…)