
comunicato stampa 01/07/2010
Più di qualcuno in questo momento si sta sfregando le mani: la fine della Fervet apre ad uno scenario piacevole per le lobby di palazzinari che vedono più vicina la possibilità di speculazione edilizia, peraltro prevista dal PAT redatto dalla Giunta Gomierato. Anche qualche potente concorrente di Fervet gode della sua fine, perché ora quella commessa da 350 carrozze passerà di mano, in sostanza pesce grande mangia pesce piccolo, e la Fervet era un pesce piccolo.
E buona parte della responsabilità crediamo sia dei politici della Lega e del Pdl che l’hanno abbandonata completamente. Sacconi, Zaia, ma anche i politici locali come Dussin, Baggio e Caner non hanno fatto nulla di concreto per salvare i 200 operai. Fervet era salvabilissima se chi governa in comune, provincia, regione e a Roma l’avessero voluto. Il punto è che quando ci sono delle lobby che la fanno da padrone, immobiliari o del trasporto, può succedere anche questo cioè che una azienda con 100 anni di storia, 200 dipendenti e con una commessa da 50milioni di euro possa cadere su se stessa.
Per tutto il tempo gli operai sono stati presi in giro, troveremmo davvero normale e saremmo al loro fianco se volessero rispondere con una protesta eclatante, per chiamare chi di dovere alle proprie responsabilità.
Enrico Baldin - Federazione della Sinistra
Visti gli ultimi tristi risvolti della vicenda legata alla FERVET abbiamo voluto scrivere una lettera agli operai di cui abbiamo seguito la lotta in questi mesi, con impegno e passione, perché siamo convinti che nessuna ingiustizia debba essere perpetrata in silenzio.

